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WineSpecialist Luca La Paglia

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"Vini naturali." La parola piu' usata - e piu' abusata - nel mondo del vino degli ultimi anni.

Ma fermiamoci un secondo. Il vino naturale esiste davvero?

No. Non esiste. Il vino e' un prodotto creato dall'uomo, che ha preso quello che la natura gli offriva e lo ha trasformato, modellato, interpretato. Lasciato a se' stesso, il vino sa gia' dove vuole andare - e la risposta e': aceto.

Quindi di naturale, in senso stretto, non c'e' niente. C'e' invece qualcosa di molto piu' bello e piu' preciso: l'artigianato.

Chi sono davvero questi produttori

Sono uomini e donne che hanno scelto di dedicare la loro arte alla vigna. Alle stagioni. Ai flussi lunari e solari. Alla terra sotto i piedi piu' che alle vasche in cantina.

Il loro stile non nasce da una ricetta in cantina - nasce da uno stile di vita. Da una scelta quotidiana, coerente, spesso faticosa, che inizia fuori, tra i filari, molto prima della vendemmia.

Una delle mie cantine preferite ha scritto all'ingresso una frase che mi ha colpito la prima volta che l'ho vista:

"RESTIAMO UMANI."

Ognuno puo' dargli il significato che vuole. Per me vuol dire questo: essere genuini, autentici, veri. Senza filtri, senza maschere, senza trucchi.

Il pregiudizio che mi fa arrabbiare

E qui arriva la parte che non mi va giu'.

Perche' esiste ancora chi pensa che questi vini debbano per forza puzzare, essere imbevibili, difettati. Come se l'artigianalita' fosse sinonimo di approssimazione.

E chi lo pensa? Spesso gli stessi che si riempiono la bocca di grandi nomi francesi - senza sapere che molte delle cantine piu' prestigiose della Francia sono biodinamiche. Che bello l'ignoranza, davvero.

Il pregiudizio funziona nei due sensi. Non tollero chi declassa questi vini a priori - ma non tollero nemmeno chi li eleva per partito preso, senza criterio.

La mia posizione - e ve la dico chiara

Io non sono un fondamentalista. Nel catalogo che rappresento ci sono anche cantine cosiddette "convenzionali". E non mi vergogno a dirlo.

Perche' convenzionale non significa automaticamente industriale. Ho cantine che usano lieviti selezionati - questo si', e' la differenza - ma che in vigna lavorano con zero o quasi zero trattamenti, rispettando la terra, le stagioni, il tempo. In cantina non fanno nulla. O quasi.

Potremmo chiamarle convenzionali? Si', tecnicamente. Ma anche loro, a modo loro, restano umani.

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E voi, da che parte state?

Non vi chiedo di scegliere un campo. Vi chiedo di assaggiare con la mente aperta. Di non fidarvi delle etichette - ne' di quelle in bottiglia, ne' di quelle che ci mettiamo noi.

Un vino artigianale ben fatto e' una cosa straordinaria. Un vino convenzionale fatto con rispetto e' ancora un buon vino.

Il resto e' chiacchiera da bar.


Luca La Paglia - Wine Specialist

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