Salta al contenuto principale

WineSpecialist Luca La Paglia

Logo Palati Raffinati - Luca La Paglia Wine Specialist
PalatiRaffinati
#conunbicchieredivinodaluca

Il personale? Ah già, il personale.

“I vini sono buoni, i prezzi anche giusti… ma vieni te a venderlo?”

Lo sento spesso. Troppo spesso. E ogni volta che lo sento mi viene voglia di rispondere con una domanda sola:

Ma tu, quanto ci tieni davvero al tuo personale?


La carta blasonata che non si vende

C’è un tipo di ristoratore che conosco bene. Carta dei vini con etichette importanti, prezzi alti, margini gonfiati. Tutto studiato per sembrare serio.

Poi arriva il cameriere. Non sa cosa c’è in carta. Non sa abbinare. Non racconta niente. Se va bene dice “questo è buono” — e spera.

Risultato? Il cliente prende quello che conosce già, spende il minimo, e la bottiglia interessante rimane in cantina a prendere polvere.

Et voilà — les jeux sont faits.

Il problema non è il vino. È la scelta di non investire.

Molti ristoratori preferiscono vendere ciò che si vende da solo. Niente racconto, niente abbinamento, niente personale che deve convincere. Meno rischio, meno impegno.

Ma anche meno fatturato. Sempre.

Un wine specialist o un sommelier preparato non è un costo — è un investimento. Vende di più, vende meglio, fa tornare il cliente. E quel cliente non si ferma al primo calice.

Il lavoro è cambiato. Il personale anche.

C’è qualcosa che non si dice abbastanza chiaramente nel settore: il tempo è diventato la cosa più preziosa che esiste.

Questo lavoro ne ha tolto tanto — troppo — a chi lo ha fatto con passione per anni. Turni infiniti, ambienti tossici, zero rispetto. E poi ci si stupisce che non si trova personale.

La verità è che il personale c’è. Si trova. Ma va cercato nel modo giusto e trattato come quello che è — un essere umano, non un robot.

Personale qualificato significa meno stress. Significa piacere di andare a lavorare. Significa un ambiente sano dove le persone restano, crescono, si affezionano al progetto.

E un personale che sta bene vende meglio. Sempre.

Cosa puoi fare adesso

Inizia da qui:

  • Assumi un wine specialist o forma un sommelier interno — è la prima mossa concreta
  • Fai formazione — anche una volta al mese, anche breve. Il personale che sa cosa serve è personale motivato
  • Trattali bene — sembra ovvio ma evidentemente non lo è abbastanza

Il resto viene da sé.

Gli ambienti tossici, i turni impossibili, il rispetto che manca — quello è un altro capitolo. E ne parleremo.

Hai un ristorante, un hotel o un'enoteca a Roma?

Ti aiuto a costruire una carta dei vini che vende, con vini artigianali e biodinamici di piccoli produttori, e a formare il personale di sala. Scopri la mia consulenza vini Ho.Re.Ca. a Roma, sfoglia i produttori che seleziono o leggi gli altri articoli del blog.

Richiedi la consulenza gratuita

2 risposte

  1. Quanto è vero questo articolo da 1 a 10?… 12!!! Ottima osservazione. Spero che faccia riflettere tanti imprenditori. Anche perché la riuscita di un impresa dipendente dalle persone che ci lavorano ” Il collaboratore come il primo fan dell’azienda, ecco perché bisogna trattare il dipendente come se fosse un vero e proprio cliente… il cliente compra solo per convenienza, il fan invece compra per fiducia e, magari, spende anche il doppio, con una propensione maggiore a perdonare gli errori e fa pubblicità all’ azienda “

    1. Grazie Irina per il tuo commento.
      Hai centrato perfettamente il punto: il collaboratore-fan è disposto a “perdonare” un errore occasionale, perché si fida del rapporto costruito nel tempo — esattamente come succede con i clienti più affezionati di un brand. Quel salto da “transazione” a “fiducia” è ciò che fa davvero la differenza nella crescita di un’impresa.
      Mi piace molto anche il parallelo che fai con la spesa: un cliente compra al miglior prezzo, un fan compra perché ci crede. Lo stesso vale per chi lavora con noi: un dipendente trattato come un numero dà il minimo indispensabile; uno che si sente valorizzato come un cliente importante diventa il primo ambasciatore dell’azienda, dentro e fuori l’ufficio.
      Grazie per aver aggiunto questa riflessione, arricchisce davvero l’articolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *